Venerdì 23 aprile 2010: Seminario dei Dottorati di ricerca, IUAV

L’idea di organizzare un seminario di studi interdottorale – correlato al convegno Peter Behrens maestro di maestri – è nata dalla volontà di mettere a confronto differenti approcci metodologici alla ricerca, sviluppati all’interno delle Scuole di Dottorato italiane, e di interrogarsi sull’attualità dello studio di determinate questioni teoriche in relazione al progetto di architettura.
L’obiettivo è quello di creare un luogo di discussione collettiva in cui sia possibile descrivere il paesaggio della ricerca attraverso le peculiarità dei singoli Dottorati, ma allo stesso tempo tracciare una comune linea d’azione per la formulazione di future iniziative di approfondimento. L’incontro rappresenta quindi un’occasione operativa per declinare alcuni temi anche in relazione alla situazione architettonica contemporanea.
Al centro del dibattito saranno le tematiche affrontate nella giornata veneziana del convegno dal titolo Peter Behrens. Tecnica e carattere, che si terrà il 22 aprile. Il discorso sulla figura di Behrens offre l’avvio per una riflessione più ampia sulla forma tecnica come questione estetica e sulla capacità evocativa delle forme in architettura.
Il tentativo è quello di riconsiderare il ruolo della composizione all’interno del progetto di architettura e di sondare la possibilità di affrontare, ancora oggi, questioni tecniche e necessità costruttive in coerenza con la ricerca sulla forma appropriata. Il problema della rappresentatività introduce considerazioni sulla capacità evocativa degli elementi in architettura, al di là dell’esibizione della forma tecnica tout court o della sua assunzione in quanto forma di per sé espressiva.
L’individuazione di un argomento e di una serie di tematiche che facciano da fil rouge alla discussione è fondamentale per poter strutturare il dibattito. Gli interventi saranno elaborati a partire da ricerche in corso o recentemente concluse, di cui vengano mostrati i princìpi. Tutti i partecipanti sono altresì invitati a proporre temi per la discussione, anche nell’ottica di approfondire alcune problematiche esposte dai relatori del convegno del giorno precedente.
Per informazioni: Carlotta Torricelli, 3398666046, carlotta.torricelli@gmail.com

Workshop a Pescara

locandina_metro-borghi

Triennale Architetti Firenze 09

logo

15 Settembre

h 16,00 – 19,00

Seminario “CORPUS EX-MACHINA”
Sala delle Leopoldine
piazza Tasso 7, Firenze

h 21,30 – 22,30

Seminario “CORPUS EX-MACHINA”
Via Pisacane/Via Corridoni

Giovedì 4 giugno: Kinsun Chan “Movement and space. Between dance and architecture”

kinsun locandina_blog

Kinsun Chan

MOVEMNT AND SPACE between dance and architecture

Kinsun Chan è coreografo, regista e designer attivo in Svizzera, il suo lavoro è orientato ad una ricerca di comunicazione della percezione spaziale, attraverso l’esperienza scenica.

Ex ballerino, usa come strumento del progetto il corpo umano e le sue relazioni ambientali. Il movimento del corpo diventa il tramite tra il tema ed il contesto esistente come un interno urbano, oppure nel caso delle coreografie teatrali attraverso costrizioni reciproche fra il corpo ed i limiti, rappresentati da volumi o proiezioni scenografiche.

Le considerazioni che emergono dalle performance create da Kinsun, inducono lo spettatore ad acquisire una consapevolezza che ogni posizione e movimento del corpo ha in relazione all’ambiente che lo circonda, riuscendo a comunicare una sensazione fisica di densità dello spazio.

http://www.kinsunchan.com/

Kinsun Chan_Abstract

Giovedì 14 maggio: Antonino Di Raimo “Il corpo come strumento di progetto”

di raimo locandina bd

Antonino Di Raimo si è laureato in Architettura presso l’Università la Sapienza di Roma – Facoltà di Architettura ‘Ludovico Quaroni’. E’ stato sino ai primi Novanta, allievo danzatore presso l’Accademia Nazionale di Danza a Roma. Durante l’elaborazione della sua tesi di laurea, (Relatore Prof. A. Saggio), ha studiato i rapporti tra danza, arte e architettura elaborando il progetto ‘FluxGreece’ in collaborazione con il Presidente di Flux – Geneva, M.me Cynthia Odier. Il progetto oltre a proporre un’ibridazione delle due discipline, ha costituito l’avvio di una ricerca fra corpo e architettura, che tuttora prosegue come Dottorando, nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Composizione Architettonica – Teorie dell’Architettura, presso la Facoltà di Architettura di Roma, ‘Ludovico Quaroni’. Lo sviluppo di questo progetto e della ricerca su cui è fondato, è incentrato su alcune conseguenze relative ad ambiti specifici del paradigma digitale, ambito di ricerca quest’ultimo, di cui si occupa attraverso il Prof. A. Saggio, del quale è anche assistente da alcuni anni. Ha partecipato ad alcuni concorsi di progettazione internazionali, fra i quali:Urban Eyrie: A Haven in the City (terzo premio), e The Stoneguard Phoenix Awards  (premio di categoria) . Nel 2007-2008 ha partecipato al Feidad (The Far Eastern International Digital Architectural Design Award), classificandosi fra i Top 10. Nel 2006 è stato vincitore di una Borsa di Studio offerta dal GAI (Giovani Artisti Italiani), per lo sviluppo di un progetto di ricerca trans-disciplinare presso il Flux-Lab a Ginevra, incentrato sulla figura di Andy Warhol. (Progetto in fase di sviluppo). Dal 2006, fa parte del gruppo  NITRO (New Information Technology Research Office), e collabora con la Galleria ‘Come Se’ a Roma. Ha pubblicato vari articoli su riviste e raccolte di settore e tuttora prosegue la sua ricerca, nell’ambito del Dottorato e di altre iniziative.

Antonino Di Raimo_Abstract

Giovedì 7 maggio: Anna Rita Emili “Buckminster Fuller: una ricerca a servizio dell’umanità”

Fuller_locandina finale

Anna Rita Emili si laurea nel 1990 presso la facoltà di Architettura “La Sapienza” di Roma, relatore Prof. Carlo Chiarini, correlatore Prof. Umberto Cao; dal 1990 al 1995 lavora presso lo studio “Tecnark Italia”; dal 1996 insegna Progettazione Architettonica nella facoltà di Architettura “La Sapienza” di Roma e alla facoltà di Architettura “Roma Tre”,collaborando alla didattica con Arch. Alessandro Anselmi; nel 1997 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica e Teorie della Composizione Architettonica presso la facoltà di architettura “La Sapienza” di Roma; dal 1998 al 2004 è professore a contratto in Teoria e Tecnica della Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, insegnamento all’interno del laboratorio di Prog. Arch. di C.Toraldo di Francia (Superstudio); dal 2001 al 2004 è professoressa a contratto in Progettazione degli Spazi Aperti presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli; attualmente è Ricercatrice in Progettazione Architettonica presso la facoltà di Architettura di Ascoli Piceno; nel 1999 pubblica un libro dal titolo La copertura /tema archítettonico,ed. Diagonale, Roma; nel 2003 pubblica il libro dal titolo Buckminster Fuller e le Neoavanguardie, ed Kappa Roma; nel 2005 pubblica il catalogo dal titolo Altro_studio, dalla casa provvisoria all’unità d’abitazione e nel 2006 il sito web www.altro-studio.it.;nel 2008. Pubblica il libro dal titolo Puro e semplice, l’architettura del Neobrutalismo. Ed Kappa, Roma.

Richard Buckminster Fuller (1895-1983) frequentò la Milton Academy, in Massachusetts e in seguitò la scuola di Harvard ma ne fu espulso due volte. Lavorò in Canada come meccanico in una filanda e in una ditta di inscatolamento. Negli anni 20 fondò la Stockade Building System insieme al suocero, per produrre case leggere, impermeabili e antincendio. In North Carolina iniziò a sviluppare il concetto di cupola geodetica. Progettò il primo edificio in grado di sostenere il suo peso senza limiti pratici. Il Governo capì l’importanza del progetto e assunse Fuller per costruire cupole per le installazioni dell’esercito. Vennero costruite migliaia di queste cupole in pochi anni. I successivi 50 anni di Fuller sono documentati con cura in 28 “Diari”: sono gli anni in cui crea le sue principali invenzioni nel campo dell’edilizia, del trasporto e delle costruzioni. Con la piccola eredità della madre Fuller finanziò i suoi esperimenti e investì nello sviluppo della Dymaxion Car. Fuller credeva che la società umana si sarebbe presto approvvigionata di energia principalmente da fonti rinnovabili, come l’energia solare e eolica. Ottenne 25 brevetti e numerosi dottorati onorari. Nel 1970 ricevette la Medaglia d’Oro dall’American Institute of Architects e nel 1983 fu premiato con la Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente Reagan.

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Si laurea nel 1990 presso la facoltà di Architettura “La Sapienza” di
Roma, relatore Prof. Carlo Chiarini, correlatore Prof. Umberto Cao;
dal 1990 al 1995 lavora presso lo studio “Tecnark Italia”; dal 1996
insegna Progettazione Architettonica nella facoltà di Architettura “La
Sapienza” di Roma e alla facoltà di Architettura “Roma Tre”,
collaborando alla didattica con Arch. Alessandro Anselmi; nel 1997
consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione
Architettonica e Teorie della Composizione Architettonica presso la
facoltà di architettura “La Sapienza” di Roma; dal 1998 al 2004 è
professore a contratto in Teoria e Tecnica della Progettazione
Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno,
insegnamento all’interno del laboratorio di Prog. Arch. di C.Toraldo
di Francia (Superstudio); dal 2001 al 2004 è professoressa a contratto
in Progettazione degli Spazi Aperti presso l’Accademia delle Belle
Arti di Napoli; attualmente è Ricercatrice in Progettazione
Architettonica presso la facoltà di Architettura di Ascoli Piceno; nel
1999 pubblica un libro dal titolo La copertura /tema archítettonico,
ed Diagonale, Roma; nel 2003 pubblica il libro dal titolo Buckminster
Fuller e le Neoavanguardie, ed Kappa Roma; nel 2005 pubblica il
catalogo dal titolo Altro_studio, dalla casa provvisoria all’unità
d’abitazione e nel 2006 il sito web www.altro-studio.it.;nel 2008
Pubblica il libro dal titolo Puro e semplice, l’architettura del
Neobrutalismo. Ed Kappa, Roma.

Martedì 28 aprile: IaN+ “L’architettura della nuova ecologia”

ian_locandina-copia

IaN+ si costituisce nel 1997 e si struttura attorno ad un nucleo di tre persone con formazioni ed esperienze professionali diverse: Arch. Carmelo Baglivo (30.11.‘64), Arch. Luca Galofaro (19.03.’65), per la progettazione architettonica e la teoria, Ing. Stefania Manna (06.07.’69) per gli aspetti di ingegneria. Tra i concorsi vincono il primo premio nel concorso internazionale ad inviti “Rimesse in Gioco – Depositi di idee” nel quartiere Pigneto a Roma, al concorso internazionale per il Tittot Glass Museum di Taipei a Taiwan-ROC; al concorso nazionale per la riqualificazione dei parchi dell’E.U.R. a Roma; al concorso nazionale ad inviti organizzato dal DARC per un padiglione espositivo all’interno del Salone del Restauro a Ferrara; al concorso per un parcheggio di scambio a Roma; al concorso nazionale ad inviti la “Casa del Futuro” organizzato dall’ ANCE.
Nel 2006 ottengono la Medaglia d’oro dell’architettura Italiana per l’opera prima alla Triennale di Milano, Nel 2003 sono invitati alla consultazione internazionale di pianificazione territoriale strategica hiperCatalunya, presentano una proposta dal titolo Sportcity.
Attualmente sono impegnati nel progetto internazionale “Next-Gene 20” a Taiwan. In Italia hanno attualmente vari cantieri in via di completamento,  per un intervento di recupero urbano per il Comune di Roma nel quartiere a Falcognana, per una struttura di accoglienza il nuovo “Ospedale del Mare” di Napoli, un “Punto Verde Qualità”, per una piscina e centro sportivo nell’area Arco di Travertino a Roma e stanno lavorando al parcheggio interrato e galleria commerciale “Villa Borghese” a Roma.
I loro progetti hanno preso parte alla mostra di architettura sperimentale ArchiLab 2000/2001/2002, (Orléans); Biennale di Architettura di Venezia 2000/2004/2008 (Venezia); 2a Biennale di Valencia 2003 (Valencia); Architopia. Biennal Utopia (Cascais); “Instant Urbanism” (Basilea, 2007); Biennale dei Giovani Artisti (Roma, 1999); Biennale di Architettura di Pechino (Pechino, 2004); Biennale di Architettura (San Paolo). IaN+ _ Modelli di Architettura1997-2005 (Roma, 2006) e “IaN+ – Nouvelle écologie des systémes vivants” (Orleans, 2005) sono le esposizioni personali, mentre partecipano a “P.A.N. (Progressive Architecture Network)” (New York City, 2005) e “Holland-Italy – 10 Works of Architecture” ( MAXXI,Roma, 2007). Attualmente svolgono attività didattica all’Università di Ferrara e l’ Ecole Special d’Architecture di Parigi. Una loro raccolta di testi e lavori è pubblicata nel libro “Cinque Studi”, Editrice Librerie Dedalo, Roma 2000; nel 2004 escono due monografie sul gruppo dal titolo “IaN+ interferenze con il reale” per Edilstampa, “Microinfrastructure” per Damdi Publisher Seoul ed un saggio sull’architettura del Mediterraneo dal titolo “Odissea Digitale” per la testo&immagine. Nel Dicembre 2007 è stata pubblicata la loro prima monografia cinese, “IaN+ – New Ecology”, edita da AADCU Publication di Pechino, China.

IaN+_Abstract

Calendario marzo-luglio 2009

10 Marzo 2009      Alberto Pugnale
_______________Engineering Architecture

23 Aprile 2009      MADE associati
______________Mutazioni_architetture e paesaggio

28 Aprile 2009      IaN+
______________L’architettura della nuova ecologia

07 Maggio 2009   Anna Rita Emili

_____________Richard Buckminster Fulleruna ricerca a servizio dell’umanità

14 Maggio2009     Antonino di Raimo
______________Il corpo come strumento di progetto. 

                      Frammenti di una ricerca tra corpo e architettura

04 Giugno 2009     Kinsun Chan 
______________MOVEMENT – SPACE

25 Giugno 2009     Maria Bottero

Giovedì 23 aprile: made Associati “mutazioni_architetture e paesaggio”

made, Michela de Poli-Adriano Marangon, sono una delle realtà più importanti della giovane generazione di architetti-paesaggisti italiani. Dopo la formazione avvenuta presso lo IUAV e presso la Wageninghen Agricultural University (NL), hanno da subito rivolto il loro interesse nell’ambito della progettazione architettonica, urbana e del paesaggio. Hanno immediatamente cominciato a conseguire numerosi premi  e segnalazioni  in vari concorsi, qui sono seguiti numerosi riconoscimenti.

Tra le competizioni e le realizzazioni sono da segnalare la sistemazione del Centro Storico di Cendon (TV),  il concorso per la risitemazione urbana di via Bafile a Jesolo (VE), il concorso per il “Miglioramento fruizionale della zona frana del Vajont” (BL) nonchè la risistemazione del centro storico di Roncade (TV) e del nuovo parco nell’Area Centrale di Musile di Piave (VE).

Tra i premi sono da segnalare il Premio Ludovico Quaroni (1992), il Premio Città di Oderzo, la menzione speciale al Premio Europeo di Architettura “L.Cosenza”, la menzione speciale al Premio per l’urbanistica e la pianificazione territoriale “L.Piccinato”, e la presenza nella selezione internazionale: le 30 migliori opere del Premio Barbara Capocchin.

Vantano inoltre numerose pubblicazioni in riviste nazionali ed internazionali.
Michela De Poli, insegna Urbanistica, indirizzo Paesaggio presso lo IUAV.
made, svolge l’attività professionale a Treviso.

http://www.madeassociati.it/

Nigel Coates “Body Buildings”

033Il soggetto del corpo ed anche il suo significato fisico e metaforico con l’architettura. Riguardo all’aula Minerva non potrei scegliere aula migliore per un discorso su Architettura e Corpo. Prendendo poi spunto dalla vicinanza con le gallerie dell’Accademia comincerò questa lecture citando e mostrando un clichè: il David. Voglio fare notare l’importanza del rapporto che c’è tra la statua e il suo intorno, entro le Gallerie, pur sapendo che non è il luogo, lo spazio in cui Michelangelo lo aveva immaginato. Però è un rapporto classico. La figura umana dentro un perfetto spazio centrale, concavo, spazio questo che esalta il rapporto come racconto tra la statua e l’architettura. Nasce così una vibrazione tra le due entità. Ed è questo il rapporto che sollecita le nostre sensazioni, che le eccita, più che la 111statua stessa. Infatti l’architettura può avere degli effetti straordinari. In questa immagine, suggestiva, del Pantheon trovo molto importante che sia strapieno di gente. Infatti nel Pantheon c’è il senso dell’umano. Esso è naturalmente più grande dell’umano, ma allo stesso raccoglie l’umano. Con segni e simboli dell’architettura rinascimentale come le edicole perimetrali contenenti le statue e il foro superiore, fonte di illuminazione naturale, immagine terrestre del sole e della luna. Illuminazione che focalizzandosi in un raggio porta le persone a spostarsi verso il centro dello spazio immergendo i corpi in una luce che si relaziona e che amplifica o annulla l’immensità dello spazio circostante. Parlando sempre del corpo, ma cambiando riferimento,volevo raccontare situazioni in cui il movimento della figura da un senso di amplificazione dell’architettura. Nell’ultimo film di James Bond ad esempio, James scappa sui tetti degli edifici di Siena, velocissimo, fino a raggiungere una copertura di vetro. Il tutto creando una contrapposizione tra il corpo di Daniel Craig, che accelera, corre, cade ed è coinvolto nel movimento da un senso di staticità dell’architettura e viceversa. La stessa cosa avviene nel mondo virtuale del Video Games, creato sempre per “007 Quantum of Solace”, che usa l’architettura come Sfondo. E ritengo molto importante, interessante, come tutto il gioco, tutti i movimenti siano sempre inquadrati dall’architettura. Ed anche qui risulta importante il rapporto tra figura e spazio. Ovviamente tutto il sistema è costruito nello spazio digitale, e lo stesso avviene per le figure dei protagonisti del computer game. Gli attori infatti vengono completamente scansionati prima del31lo shooting del film, e nel caso di una disgrazia venissero a mancare durante la lavorazione potrebbero essere sostituiti dal loro alter ego digitale. C’è quindi un rapporto di “informazione”in termini di bit che collega il corpo con il mondo digitale. E questo in un senso cattura una interpretazione della figura umana, facendoci rendere conto che ormai lo spazio di relazione e di comunicazione non è più solo reale o legato solamente ai mezzi comunicativi, ma è anche parte di un mondo, spazio digitale, che ha avuto influssi importantissimi sull’Architettura. Nel mio caso ad esempio, nel Pop Music Museum di Sheffield, un progetto del 1997, queste considerazioni erano già alla base del modo di concepire il progetto. Il movimento, il movimento della gente, è stato infatti introdotto in vari modi cpme generatore nel disegno dell’Architettura. Il Museo è infatti disposto entro quattro “Tamburi” ognuno dei quali contiene una Galleria. L’una uguale all’altra. Questo per creare un senso di confusione nel visitatore e per evitare che questo si trovasse e andasse entro una “enfilade”, lo spazio espositivo per eccellenza, come ad esempio gli Uffizi. Ognuno di questi tamburi, le  gallerie, è poi leggermente inclinato: non è perfettamente piano e simmetrico, come se ci fosse una forza, generata al centro dell’Architettura che spingesse, scardinasse, l’architettura da sotto. Sono inoltre presenti quattro entrate, u4guali, che confondono ulteriormente il visitatore, ma che contemporaneamente portano il movimento interno al museo ad una Fluidità inaspettata. Lo spazio pubblico all’esterno del Museo prendeva poi spunto dal Pinball, sempre per esaltare il movimento del corpo nello spazio, esagerando ancor di più il movimento delle persone che escono dal museo, in contrasto con la fissità dell’architettura urbana circostante. Le persone infatti si trovano nella medesima situazione della pallina d’acciaio che spinta dai Flippers, intercetta i respingenti e da essi muove in maniera casuale sul piano inclinato dello spazio. Vedendo il progetto in Pianta infatti però risulta come esso sia figlio di una idea “digitale” dello spazio, in continuo movimento, ma anche figlio di una concezione classica dellostesso, una concezione quasi palladiana. Nonostante ciò lo spazio continua ad avere una non leggibilità, voluta. Piuttosto l’architettura cerca, vuole, un dialogo con lo spazio che consenta di svelarlo lentamente. In ogni caso il dialogo con lo spazio non è solo una tematica cara agli architetti. Esso è anche e spesso un tema indagato dagli artisti. Qui posso fare gli esempi di Giulio Paolini, o Giuseppe Fenolli. Ma il corpo, oltre alla sua relazione con lo spazio, da sempre è e sempre sarà base per lo spazio stesso.

(da Nigel Coates, Body Buildings, lecture presso l’Università degli Studi di Firenze, Aula Minerva, 10 febbraio 2009 )

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Comitato organizzativo

Giovanni Bartolozzi, Francesca Genise, Guido Incerti, Roberto Masini, Alessandro Melis, Fabiano Micocci, Riccardo Renzi, Angelo Ruocco

Contatti

Dipartimento di progettazione dell'architettura Viale Gramsci, 42 50132 Firenze (FI) search.firenze@gmail.com

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