Archivio per la categoria 'Nigel Coates'

Nigel Coates “Body Buildings”

033Il soggetto del corpo ed anche il suo significato fisico e metaforico con l’architettura. Riguardo all’aula Minerva non potrei scegliere aula migliore per un discorso su Architettura e Corpo. Prendendo poi spunto dalla vicinanza con le gallerie dell’Accademia comincerò questa lecture citando e mostrando un clichè: il David. Voglio fare notare l’importanza del rapporto che c’è tra la statua e il suo intorno, entro le Gallerie, pur sapendo che non è il luogo, lo spazio in cui Michelangelo lo aveva immaginato. Però è un rapporto classico. La figura umana dentro un perfetto spazio centrale, concavo, spazio questo che esalta il rapporto come racconto tra la statua e l’architettura. Nasce così una vibrazione tra le due entità. Ed è questo il rapporto che sollecita le nostre sensazioni, che le eccita, più che la 111statua stessa. Infatti l’architettura può avere degli effetti straordinari. In questa immagine, suggestiva, del Pantheon trovo molto importante che sia strapieno di gente. Infatti nel Pantheon c’è il senso dell’umano. Esso è naturalmente più grande dell’umano, ma allo stesso raccoglie l’umano. Con segni e simboli dell’architettura rinascimentale come le edicole perimetrali contenenti le statue e il foro superiore, fonte di illuminazione naturale, immagine terrestre del sole e della luna. Illuminazione che focalizzandosi in un raggio porta le persone a spostarsi verso il centro dello spazio immergendo i corpi in una luce che si relaziona e che amplifica o annulla l’immensità dello spazio circostante. Parlando sempre del corpo, ma cambiando riferimento,volevo raccontare situazioni in cui il movimento della figura da un senso di amplificazione dell’architettura. Nell’ultimo film di James Bond ad esempio, James scappa sui tetti degli edifici di Siena, velocissimo, fino a raggiungere una copertura di vetro. Il tutto creando una contrapposizione tra il corpo di Daniel Craig, che accelera, corre, cade ed è coinvolto nel movimento da un senso di staticità dell’architettura e viceversa. La stessa cosa avviene nel mondo virtuale del Video Games, creato sempre per “007 Quantum of Solace”, che usa l’architettura come Sfondo. E ritengo molto importante, interessante, come tutto il gioco, tutti i movimenti siano sempre inquadrati dall’architettura. Ed anche qui risulta importante il rapporto tra figura e spazio. Ovviamente tutto il sistema è costruito nello spazio digitale, e lo stesso avviene per le figure dei protagonisti del computer game. Gli attori infatti vengono completamente scansionati prima del31lo shooting del film, e nel caso di una disgrazia venissero a mancare durante la lavorazione potrebbero essere sostituiti dal loro alter ego digitale. C’è quindi un rapporto di “informazione”in termini di bit che collega il corpo con il mondo digitale. E questo in un senso cattura una interpretazione della figura umana, facendoci rendere conto che ormai lo spazio di relazione e di comunicazione non è più solo reale o legato solamente ai mezzi comunicativi, ma è anche parte di un mondo, spazio digitale, che ha avuto influssi importantissimi sull’Architettura. Nel mio caso ad esempio, nel Pop Music Museum di Sheffield, un progetto del 1997, queste considerazioni erano già alla base del modo di concepire il progetto. Il movimento, il movimento della gente, è stato infatti introdotto in vari modi cpme generatore nel disegno dell’Architettura. Il Museo è infatti disposto entro quattro “Tamburi” ognuno dei quali contiene una Galleria. L’una uguale all’altra. Questo per creare un senso di confusione nel visitatore e per evitare che questo si trovasse e andasse entro una “enfilade”, lo spazio espositivo per eccellenza, come ad esempio gli Uffizi. Ognuno di questi tamburi, le  gallerie, è poi leggermente inclinato: non è perfettamente piano e simmetrico, come se ci fosse una forza, generata al centro dell’Architettura che spingesse, scardinasse, l’architettura da sotto. Sono inoltre presenti quattro entrate, u4guali, che confondono ulteriormente il visitatore, ma che contemporaneamente portano il movimento interno al museo ad una Fluidità inaspettata. Lo spazio pubblico all’esterno del Museo prendeva poi spunto dal Pinball, sempre per esaltare il movimento del corpo nello spazio, esagerando ancor di più il movimento delle persone che escono dal museo, in contrasto con la fissità dell’architettura urbana circostante. Le persone infatti si trovano nella medesima situazione della pallina d’acciaio che spinta dai Flippers, intercetta i respingenti e da essi muove in maniera casuale sul piano inclinato dello spazio. Vedendo il progetto in Pianta infatti però risulta come esso sia figlio di una idea “digitale” dello spazio, in continuo movimento, ma anche figlio di una concezione classica dellostesso, una concezione quasi palladiana. Nonostante ciò lo spazio continua ad avere una non leggibilità, voluta. Piuttosto l’architettura cerca, vuole, un dialogo con lo spazio che consenta di svelarlo lentamente. In ogni caso il dialogo con lo spazio non è solo una tematica cara agli architetti. Esso è anche e spesso un tema indagato dagli artisti. Qui posso fare gli esempi di Giulio Paolini, o Giuseppe Fenolli. Ma il corpo, oltre alla sua relazione con lo spazio, da sempre è e sempre sarà base per lo spazio stesso.

(da Nigel Coates, Body Buildings, lecture presso l’Università degli Studi di Firenze, Aula Minerva, 10 febbraio 2009 )

Prolusione all’anno accademico: Nigel Coates

nigel-coates1


Comitato organizzativo

Giovanni Bartolozzi, Francesca Genise, Guido Incerti, Roberto Masini, Alessandro Melis, Fabiano Micocci, Riccardo Renzi, Angelo Ruocco

Contatti

Dipartimento di progettazione dell'architettura Viale Gramsci, 42 50132 Firenze (FI) search.firenze@gmail.com

Blog Stats

  • 5,867 hits

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.